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Stabilizzazione precari Covid nella Legge di Bilancio 2022: tutelati con noi

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stabilizzazione precari covid

Stabilizzazione dei precari Covid: alle origini del problema

La stabilizzazione precari Covid è una chimera? Il nostro Studio ha affrontato in numerosi approfondimenti il problema della stabilizzazione dei precari, cercando di scandagliare tutti i singoli aspetti più controversi.

In questo approfondimento indagheremo, più nello specifico, la stabilizzazione precari Covid-19, ossia quella particolare procedure in favore del personale medico che ha prestato servizio all’indomani dello scoppio dalla pandemia e durante la stessa.

Tale procedura, che ricalca quella prevista dal Decreto Madia, è disciplinata dalla Legge di Bilancio per il 2022, ossia dalla legge 30 dicembre 2021 n. 234, ed in modo particolare dall’art. 1 comma 268 lettera b).

La stabilizzazione precari Covid “semplificata” o “abbreviata”

Cosa dice l’art. 1 comma 268 lettera d) della Legge di Bilancio 2022 in ordine alla stabilizzazione precari Covid?

La disposizione, iniziamo subito col dire, introduce una enorme differenza rispetto alla stabilizzazione del Decreto Madia, dal momento che “accorcia” in maniera significativa il tempo di servizio alle dipendenze dell’ente utile per far sorgere il diritto alla trasformazione del contratto precario in indeterminato.

La nuova misura riduce infatti a 18 mesi il periodo di servizio, sicchè possiamo oggi parlare di una nuova “stabilizzazione precari Covid semplificata” o “abbreviata“: vediamo in che termini e a quali condizioni.

La disposizione prevede infatti che, fermo restando l’applicazione dell’art. 20 del Decreto Madia (di cui abbiamo parlato approfonditamente qui e anche qui), dal 1^ luglio 2022 e fino al 31 dicembre 2023 le Aziende Sanitarie possono assumere, a tempo indeterminato, il personale del ruolo sanitario e gli operatori socio sanitari nel rispetto delle seguenti condizioni:

  • Abbiamo maturato al 30 giugno 2022, alle dipendenze “di un ente” del Servizio Sanitario Nazionale, almeno 18 mesi di servizio, anche non continuativi, di cui almeno 6 mesi nel periodo intercorrente tra il 31 gennaio 2020 e il 30 giugno 2022, secondo criteri di priorità definiti da ciascuna Regione;
  • Siano stati reclutati a tempo determinato con procedure concorsuali o selezioni pubbliche per titoli ed esami.

Vediamo più nel dettaglio le tempistiche da considerare.

Il primo periodo: la pubblicazione degli avvisi per la stabilizzazione

La norma prevede, anzitutto, gli enti del Servizio Sanitario Nazionale possono indire le procedure per la stabilizzazione precari Covid, e dunque pubblicare i relativi “avvisi”, dal 1° luglio 2022 al 31 dicembre 2023.

Questo termine non ha nulla a che fare con il termine entro il quale devono essere maturati i requisiti per la procedura di stabilizzazione: esso indica semplicemente che, nel detto periodo, l’Amministrazione può avviare le procedure per stabilizzare i precari.

Naturalmente nel medesimo periodo l’Amministrazione potrà anche procedere con la stabilizzazione “ordinaria” del Decreto Madia per chi ha già maturato i 36 mesi con contratti non Covid: la scelta di attivare l’una o l’altra procedura è rimessa alla discrezionalità dell’ente, e non è infrequente che le Amministrazioni procedano parallelamente con le due stabilizzazioni, l’una ordinaria e l’altra riservata ai precari Covid, in ragione di quanto previsto dal Piano del Fabbisogno del Personale.

Il secondo periodo: il 30 giugno 2022 con contratti a termine

Il secondo periodo importante cui occorre prestare attenzione è quello del 30 giugno 2022: deve cioè accadere che il candidato della stabilizzazione precari covid maturi i 18 mesi complessivi di servizio entro e non oltre la data del 30 giugno 2022.

Su questo occorre essere chiari: a nulla rileva che il precario abbia eventualmente ottenuto un ulteriore rinnovo contrattuale, eventualmente anche per finalità legate all’emergenza Covid, oltre la data richiamata. Almeno fintantoché il legislatore non interverrà – e se interverrà – per eventualmente posticipare il termine del 30 giugno.

E’ importante notare, peraltro, che la norma non richiede affatto che il precario sia ancora in servizio alla data del 30 giugno. Può dunque accadere che il precario abbia maturato il requisito dei 18 mesi, dopo essere stato assunto a tempo determinato all’esito di una procedura concorsuale, e che tuttavia egli non sia più in servizio alla data di pubblicazione dell’Avviso di stabilizzazione precari Covid.

Ebbene, in tale ultima ipotesi un eventuale Avviso che limitasse la partecipazione ai soli precari Covid ancora in servizio sarebbe chiaramente illegittimo e potrebbe essere “impugnato”, come si suol dire con linguaggio tecnico-giuridico (ossia: contestato), dinanzi al giudice del lavoro o al giudice amministrativo (a seconda della tipologia dell’avviso).

Bene, ma quali sono i contratti validi per la stabilizzazione precari Covid?

Ci siamo occupati dei contratti utili per la stabilizzazione in questo approfondimento; ne abbiamo parlato anche, più in generale, commentando il Decreto Madia.

Ebbene, la norma sulla stabilizzazione precari covid (ricordiamo ancora: art. 1 comma 268 lett. b) fa riferimento ai candidati che siano stati reclutati “a tempo determinato” e abbia maturato il servizio “alle dipendenze” di un ente del SSN.

Da questi due elementi desumiamo abbastanza facilmente che le uniche forme contrattuali ammesse per la stabilizzazione precari Covid sono i contratti a tempo determinato con vincolo di subordinazione, analogamente a quanto accade per la stabilizzazione diretta “ordinaria” prevista dal decreto Madia (art. 20 comma 1).

Nella prassi, tuttavia, non sono pochi gli Avvisi delle Aziende sanitarie che estendono la stabilizzazione precari Covid anche ai contratti “flessibili” (partite IVA, co.co.co., contratti con borsa di studio, etc.), con la conseguente necessità, in questi casi, di una verifica della legittimità della scelta ed anche delle concrete possibilità che il precario ha di partecipare alla procedure in base al contratto “flessibile” di cui è in possesso.

Il terzo periodo: i sei mesi nell’emergenza Covid

Dei diciotto mesi che devono essere maturati alle dipendenze dell’ente la norma richiede che almeno sei di questi siano stati esercitati durante il periodo emergenziale, convenzionalmente individuato dal legislatore nel periodo che va dal 31 gennaio 2020 al 30 giugno 2022.

La norma, come è evidente, non esclude affatto che non possano essere computati periodi eventualmente anteriori alla data del 31 gennaio 2020 (laddove invece, come abbiamo detto, esclude i periodi successivi al 30 giugno 2022): per cui può verificarsi il caso del precario che ad esempio, in servizio già da dodici mesi – maturati integralmente nel 2019 – sia assunto per (almeno) ulteriori sei mesi nel periodo indicato così da acquisire il diritto alla stabilizzazione precari covid.

Bene, siamo arrivati al termine del nostro approfondimento.

Se avete dubbi o volete essere assistiti in una procedura di stabilizzazione precari Covid, o se avete necessità di una specifica e qualificata consulenza per sapere quali sono i Vostri diritti e come conviene muoversi per non incappare in irregolarità che potrebbero inficiare la vostra stabilizzazione, scriveteci o chiamateci all’indirizzo e al numero che trovate nella pagina contatti!

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