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Stabilizzazione precari Covid 2022: cosa bolle in pentola?

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stabilizzazione precari covid

Stabilizzazione dei precari Covid: alle origini del problema

La stabilizzazione precari Covid è una chimera? Il nostro Studio ha affrontato in numerosi approfondimenti il problema della stabilizzazione dei precari, cercando di scandagliare tutti i singoli aspetti più controversi.

E’ notizia di pochi giorni che il Governo, nella proposta di legge di bilancio per il 2022 – ossia, nella legge che ogni anno deve essere presentata al Parlamento per l’approvazione – avrebbe inserito delle previsioni normative per favorire la stabilizzazione precari Covid.

Ma cosa sappiamo esattamente delle misure approvate per la stabilizzazione precari covid?

La legge di bilancio 2022

Comincio col ricordarvi che cosa è la cosiddetta “Legge di Bilancio” (altresì chiamata, più semplicemente, “Manovra finanziaria” o anche “Manovra”).

La legge di Bilancio è una legge di iniziativa governativa che viene presentata annualmente al Parlamento (Camera e Senato) e che contiene le previsioni normative di vitale importanza per lo Stato Italiano, anche ai fini – secondo le recenti indicazioni – della stabilizzazione precari Covid.

Il contenuto della legge di bilancio è stabilito all’art. 81 della Costituzione, il quale espressamente prevede, al comma 6, che esso comprende le norme fondamentali e i criteri volti ad assicurare l’equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni.

L’ampiezza del contenuto della legge di bilancio permette di comprendere facilmente come questa sia la sede naturale anche di ogni disposizione utile a favorire la stabilizzazione precari Covid.

Le previsioni sulla stabilizzazione precari Covid

L’attuale disegno di legge contiene ben 219 articoli, che spaziano dalla riduzione della pressione fiscale e contributiva, alle misure di crescita e alle misure per l’accesso alla liquidità delle imprese, passando attraverso le disposizioni su famiglia, lavoro e politiche sociali, e molto altro ancora.

La versione antecedente di fine ottobre, invece, era composta di “soltanto” 185 articoli: la potete leggere qui.

L’aspetto che più ci interessa e che si presenta correlato alla stabilizzazione precari Covid è contenuto attualmente all’articolo 92 (in precedenza invece occorreva far riferimento agli articoli 85 e 86 del progetto di legge di fine ottobre), che è appunto intitolato “proroga dei rapporti di lavoro flessibile e stabilizzazione del personale del ruolo sanitario“.

L’art. 92 introduce delle misure espressamente finalizzate a rafforzare strutturalmente i servizi sanitari regionali e di consentire la valorizzazione della professionalità acquisita dal personale che ha prestato servizio anche durante l’emergenza, anche al fine della stabilizzazione precari Covid.

Le misure di cui parliamo sono essenzialmente di due tipi, e precisamente:

  • Misure in favore dei Medici Specializzandi;
  • Nuova stabilizzazione “a termini ridotti” (possiamo anche chiamarla “stabilizzazione semplificata” o”abbreviata”) rispetto alla figura disciplinata dal Decreto Madia (d.lgs. n. 75 del 2017).

La proroga degli incarichi dei Medici Specializzandi

In primo luogo, l’art. 92 comma 1 lettera a) del progetto di legge di bilancio prevede la possibilità, nell’ambito delle misure pensate per favorire la specializzazione precari Covid, di una ulteriore proroga dei rapporti contrattuali dei medici specializzandi assunti per fronteggiare la pandemia.

Si consente, in altre parole, di prorogare l’utilizzo dello strumento già previsto dall’art. 2-bis del decreto legge 17 marzo 2020 n. 18, limitatamente alla figura dei medici specializzandi.

In buona sostanza, gli specializzandi iscritti all’ultimo e al penultimo anno di corso delle scuole di specializzazione, possono ottenere degli incarichi di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e continuativa, di durata non superiore a sei mesi, con possibilità di proroga ma non oltre la data ultima del 31 dicembre 2022.

Le Aziende sanitarie possono avvalersi di tale possibilità a due condizioni, e cioè che (1) si sia verificata l’impossibilità di utilizzare personale già in servizio e che (2) non vi sia la possibilità di ricorrere agli idonei collocati in graduatorie concorsuali attualmente in vigore.

Le Aziende, inoltre (come era già previsto dall’art. 2-ter) anche per il 2022 potranno continuare a conferire incarichi di lavoro a tempo determinato, previo avviso pubblico, al personale delle professioni sanitarie e agli operatori socio-sanitari.

Fin qui, dunque, nulla di veramente “nuovo”.

La stabilizzazione precari Covid “semplificata” o “abbreviata”

Nel proprio comunicato stampa il Governo aveva affermato, in maniera laconica, che nella Manovra gli enti del Servizio Sanitario Nazionale sarebbero stati autorizzati ad operare la stabilizzazione precari Covid assunti con contratti a termine durante la pandemia.

Leggendo adesso il comma 1 lett. b) dell’art. 92 della più recente proposta di legge di Bilancio siamo finalmente in grado di apprezzare la dirompente novità in materia di stabilizzazione precari Covid.

La disposizione infatti, in maniera davvero innovativa ed interessante, introduce una sorta di “stabilizzazione semplificata” o “abbreviata“: vediamo in che senso.

La disposizione prevede infatti che, fermo restando l’applicazione dell’art. 20 del Decreto Madia (di cui abbiamo parlato approfonditamente qui e anche qui), dal 1^ luglio 2022 e fino al 31 dicembre 2023 le Aziende Sanitarie possono assumere, a tempo indeterminato, il personale del ruolo sanitario e gli operatori socio sanitari nel rispetto delle seguenti condizioni:

  • Abbiamo maturato al 30 giugno 2022, alle dipendenze “di un ente” del Servizio Sanitario Nazionale, almeno 18 mesi di servizio, anche non continuativi, di cui almeno 6 mesi nel periodo intercorrente tra il 31 gennaio 2020 e il 30 giugno 2022, secondo criteri di priorità definiti da ciascuna Regione;
  • Siano stati reclutati a tempo determinato con procedure concorsuali o selezioni pubbliche per titoli ed esami, o anche solo per titoli (deve ritenersi).

Si tratta, come potete ben comprendere, di una novità di grande rilievo, dal momento che i precari della Sanità (e solo questi) possono usufruire della stabilizzazione avendo maturato un periodo pari alla metà di quello normalmente richiesto dall’art. 20 del Decreto Madia (36 mesi).

In definitiva, volendo offrire una sintesi della novità, i precari assunti con contratti a tempo determinato (e soltanto con questi: quindi no contratti flessibili), all’esito di una procedura selettiva pubblica, e che abbiano prestato almeno sei mesi di servizio durante il periodo emergenziale della pandemia, potranno aggiungere i restanti dodici mesi di servizio (sempre a termine) per poter auspicare la stabilizzazione precari Covid.

Ovviamente parliamo della stabilizzazione “diretta”, che non richiede il concorso, laddove per la stabilizzazione “indiretta” (che richiede l’espletamento del concorso) non vi sono cambiamenti di sorta rispetto a quanto previsto dal comma 2 dell’art. 20 del Decreto Madia.

Ma entro che data deve essere conseguito il periodo di servizio dei 18 mesi ai fini della stabilizzazione precari Covid?

La norma non lo prevede espressamente, limitandosi a dire che “almeno 6 mesi” debbano essere stati comunque maturati tra il 31 gennaio 2020 e il 30 giugno 2022.

Per il restante periodo di 12 mesi, allora, potrà essere concesso al massimo il termine finale del 31 dicembre 2023, dal momento che le procedure per la stabilizzazione “abbreviata” di cui stiamo parlando, possono essere attivate dalle Aziende Sanitarie dal 1^ luglio 2022 e fino al 31 dicembre 2023.

In ogni caso, la scelta del termine finale per la maturazione dei 18 mesi, ai fini della stabilizzazione precari Covid, risponde pur sempre ad una scelta discrezionale dell’Azienda Sanitaria, che è tendenzialmente insindacabile.

Devo ricordarvi infine, e su questo aspetto la Manovra non ha apportato alcuna modifica, che gli Enti del Servizio Sanitario hanno la “facoltà” (ossia “possono“, come dice la norma) di procedere con la stabilizzazione diretta e senza concorso: quindi non vi è un obbligo, e neppure un diritto alla stabilizzazione da parte dei precari.

Ciò non toglie che oggi, fortunatamente, disponiamo di mezzi legali che ci consentono di conseguire tale risultato, anche mediante il ricorso o attraverso delle mirate azioni stragiudiziali.

Abbiamo terminato il nostro approfondimento, per ora: vi terremo aggiornati su tutti gli sviluppi in ordine alla definitiva approvazione della legge di bilancio che – vi ricordo – deve improrogabilmente avvenire entro il 31 dicembre 2021.

Se vuoi contattarci per una consulenza legale altamente qualificata, anche per non farti cogliere impreparato dalla approvazione della misura e per comprendere come conseguire definitivamente la stabilizzazione, scrivici dalla pagina contatti.

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