24.042020
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Le gare di appalto all’epoca del Covid-19: la sospensione “a discrezione” dei termini procedimentali da parte delle Stazioni Appaltanti.

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La sospensione dei termini dei procedimenti amministrativi.

Come è noto, il decreto-legge m. 18 del 17 marzo 2020, recante misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale connesse all’emergenza epidemiologica dal COVID-19, ha previsto (all’art. 103) la sospensione dei termini di tutti i procedimenti amministrativi, senza distinzioni di sorta.

Le espressioni impiegate, nel riferirsi ai “termini ordinatori o perentori, propedeutici, endoprocedimentali, finali ed esecutivi”, sono particolarmente indicative della volontà del legislatore di estendere l’efficacia della sospensione a tutte le attività che normalmente si compiono all’interno di un procedimento amministrativo, avviato d’ufficio oppure su istanza di parte.

I procedimenti i cui termini sono sospesi, peraltro, sono quelli pendenti alla data del 23 febbraio 2020, o comunque quelli che sono iniziati successivamente a quella data, e fino al 15 aprile 2020, recentemente prorogato sino al 15 maggio.

L’estensione si applica ai procedimenti diretti alla formazione del cosiddetto “silenzio-assenso” e del “silenzio-diniego”, che insieme fanno parte della più ampia categoria menzionata dalla norma, il “silenzio-significativo”.

In pendenza del termine, le Amministrazioni devono comunque adottare “ogni misura organizzativa idonea ad assicurare comunque la ragionevole durata e la celere conclusione dei procedimenti, con priorità per quelli da considerare urgenti, anche sulla base di motivate istanze degli interessati”.

Tale previsione impone all’amministrazione l’adozione delle misure (di natura organizzativa, appunto) per permettere l’agevole conclusione del procedimento allo scadere del termine di sospensione.

Dall’altro lato, il riferimento alla possibilità di produrre “istanze” da parte degli interessati – ossia, principalmente, da parte dei destinatari del provvedimento finale e dei controinteressati – sembrerebbe far pensare alla possibilità che questi possano “invitare” l’amministrazione a concludere comunque il procedimento, disapplicando la sospensione dei termini disposta in loro favore.

Stante la formulazione della norma sopra richiamata, i commentatori sono concordi nel ritenere che le Amministrazioni possano (anche se non debbano) concludere i procedimenti in costanza del regime sospensione (il quale dunque potrà essere all’occorrenza disapplicato), e ciò soprattutto in relazione alla urgenza della decisione nel caso concreto.

La sospensione dei procedimenti di appalto o di concessione.

Il regime della sospensione che abbiamo visto sopra, per il periodo compreso tra il 23 febbraio ed il 15 maggio 2020, si applica anche ai procedimenti di appalto e di concessione disciplinati dal decreto legislativo 30 aprile 2016 n. 50, come confermato anche dalla Circolare 23 marzo 2020 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Più in dettaglio, la sospensione prevista dall’art. 103 è destinata a trovare applicazione a tutti i termini previsti nel bando di gara, quali: termini di presentazione delle domande di partecipazione o delle offerte; termini per l’effettuazione di sopralluoghi; termini relativi al sub-procedimento di verifica dell’anomalia e/o congruità dell’offerta; termini concessi per il c.d. soccorso istruttorio (ai sensi dell’art. 83 comma 9); termini “interni” relativi alle attività della Commissione di Gara.

Il MIT, con la circolare sopra richiamata, non scioglie il dubbio sulla eventuale facoltà dell’Amministrazione di riattivare i termini, nonostante la sospensione; il Ministero si limita a ricordare che la sospensione del termine è disposta in favore del soggetto onerato di osservarlo, il quale dunque potrà anche decidere di porre in essere l’attività oggetto di sospensione nel termine originario (o finanche in un termine inferiore).

La recente presa di posizione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.

Con la delibera n. 312 del 9 aprile 2020 l’ANAC ha dettato delle linee guida per l’utile prosecuzione dei procedimenti di gara, distinguendo tra: (a) procedure di gara per le quali non si è ancora addivenuti alla pubblicazione del bando di gara, dell’avviso o dell’invito a presentare offerte e (b) procedure di selezione in corso di svolgimento.

In relazione alle prime, le Amministrazione aggiudicatrici non sono obbligate a differire l’avvio delle procedure di gara già programmate.

Piuttosto, la scelta di procedere dovrebbe ricadere, dice l’ANAC, sulle procedure di gara “ritenute urgenti e indifferibili”, adottando tutte le cautele per consentire la massima partecipazione e garantire la parità di trattamento dei concorrenti.

A tal fine dovrà tenersi conto dell’urgenza dell’approvvigionamento del bene messo a gara, della necessità di prevedere il sopralluogo o la consultazione sul posto di atti e documenti, della complessità delle operazioni richieste per la fase preparatoria.

Quanto alle gare in corso di svolgimento, le Amministrazioni aggiudicatrici possono disapplicare la sospensione di alcuni termini di gara in favore dei concorrenti.

In tal caso però, poiché la sospensione è disposta nell’interesse dei partecipanti alla gara, la Stazione appaltante dovrà comunque acquisire una dichiarazione dei concorrenti con la quale questi dichiarano di volersi avvalere (o meno) della sospensione dei termini.

Dall’altro lato, le Amministrazioni aggiudicatrici possono anche concedere proroghe o differimenti ulteriori rispetto a quelli previsti dalla normativa emergenziale, anche su richiesta degli operatori economici.

Inoltre, laddove possibile, le procedure di gara dovranno svolgersi con modalità telematiche, anche nel caso in cui tale possibilità non fosse prevista originariamente dal bando di gara, previa adeguata comunicazione di tale circostanza ai partecipanti alla gara con apposito avviso pubblico.

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