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Regione Abruzzo: quali le attività consentite?

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Le attività consentite dall’Ordinanza del Presidente della Regione Abruzzo n. 50 del 30 aprile 2020

Aggiornamentipubblicata la nuova ordinanza n. 56 del 6 maggio 2020 recante le attività consentite in Regione Abruzzo. Al seguente indirizzo una breve disamina delle sue disposizioni: httpsss://www.gdlex.it/regione-abruzzo-riaperture/

Con la recente ordinanza numero 50 del 30 aprile 2020, la Regione Abruzzo ha dettato le regole per la riapertura parziale delle attività di rilievo economico e a carattere ludico-sportivo.

Giova precisare da subito che tale ordinanza ha efficacia sino al 17 maggio 2020, salvo nuovi provvedimenti.

In tanti ci avete chiesto delucidazioni in merito; proponiamo dunque un breve vademecum basato sull’analisi dettagliata del decreto, con l’obbiettivo di proporre uno strumento agile di lettura delle disposizioni.

Vediamo dunque le attività consentite, divise in base ai settori di riferimento, non prima di aver precisato che con successiva ordinanza n. 52 la Regione Abruzzo ha integrato le disposizioni della n. 50, contribuendo non poco a complicare il quadro normativo.

In questa analisi ci occuperemo solo dell’ordinanza n. 50, che continua a rappresentare il corpo centrale di regole, riservandoci di aggiornare il nostro articolo nella giornata di domani tenendo conto anche delle disposizioni dell’ordinanza n. 52.

ATTIVITÀ’ PROFESSIONALE DI TOELETTATURA DI ANIMALI DI COMPAGNIA

E’ consentita. Le persone potranno dunque recarsi presso tali servizi, nel proprio comune o anche “nel comune più vicino”, qualora nel proprio non sia presente tale attività.

Trovano applicazione la consueta regola del distanziamento sociale e l’obbligo del previo appuntamento telefonico. Il servizio sarà dunque eseguito secondo la formula “consegna animale – tolettatura – ritiro animale”.

PASSEGGIATE A CAVALLO E ADDESTRAMENTO

Le passeggiate a cavallo in Abruzzo, a far data dal decreto che stiamo commentando, sono autorizzate con una inconsueta ampiezza.

E’ possibile infatti passeggiare a cavallo “all’aria aperta” (puntualizzazione invero assai poco perspicua) ed in forma rigorosamente individuale, non solo all’interno del proprio comune di residenza, ma anche nel proprio “abituale domicilio” (che evidentemente potrebbe essere anche lontano dal luogo di residenza) ed infine anche “nel comune limitrofo”.

Ovviamente, le passeggiate a cavallo nell’abituale domicilio collocato all’esterno del proprio ambito regionale non sono ritenute ammissibili, visto l’attuale divieto di allontanamento dalla propria regione al di fuori dei comprovati ed eccezionali motivi sanitari.

E’ inoltre consentita l’attività di allenamento e addestramento dei cavalli, purché svolta individualmente dai proprietari degli stessi presso i maneggi autorizzati all’interno della Regione.

ALLENAMENTO E ADDESTRAMENTO DEI CANI

Consentito anche l’allenamento e l’addestramento dei cani, purché all’interno delle aree a ciò specificamente autorizzate

Ovviamente, anche in questo caso non dovrà esserci contatto diretto tra le persone e l’attività, come puntualizza il decreto, dovrà svolgersi “comunque in totale sicurezza”, con l’adozione di tutti gli accorgimenti che, seppure non specificati nel decreto, possano ridurre al minimo le occasioni di contagio.

LE ATTIVITÀ SPORTIVE

Passiamo adesso ad esaminare le attività sportive consentite all’aria aperta, sulle quali abbiamo già scritto alcune considerazioni in un nostro precedente post (che potete leggere qui: httpsss://www.gdlex.it/fase-due-sport/).

Per questo aspetto il decreto regionale pare davvero di difficile comprensione, dal momento che sembrerebbe restringere la portata delle attività sportive consentite dal DPCM 26 aprile 2020.

Sono consentite, infatti, le consuete attività motorie (passeggiate) e le attività sportive all’aria aperta, limitatamente però alla corsa e alla bicicletta, svolte in forma “esclusivamente individuale” e nell’ambito del proprio comune di residenza.

Priva di ogni ragionevole motivazione appare la scelta di limitare l’esercizio di tali attività nella fascia oraria che va dalle ore 6:00 alle ore 20:00. E’ bensì vero che detto periodo è quello normalmente frequentato da podisti o ciclisti, ma la norma taglia inspiegabilmente fuori quanti, per ragioni di lavoro o altro, volessero decidere di passeggiare o allenarsi in ora successiva alle 20:00.

La specificazione poi dell’esercizio “esclusivamente individuale” delle attività sportive o motorie cui si è fatto cenno sembrerebbe porsi in contrasto con la possibilità, riconosciuta dal DPCM 26 aprile, di uscire anche con i propri figli minorenni o anziani non autosufficienti.

A parere di chi scrive tale contraddizione è soltanto apparente e il contenuto del DPCM citato, nella parte richiamata, non dovrebbe ritenersi derogato.

ATTIVITÀ DI PESCA LUNGO I CORSI D’ACQUA E I LAGHI

La Regione autorizza le attività di pesca lungo i corsi d’acqua ed i laghi, oltre alla pesca “ricreativa” in mare.

La pesca sportiva o ricreativa è l’attività di pesca effettuata per fini agonistici oppure durante il tempo libero, come hobby. Si può chiamare pesca sportiva o ricreativa soltanto se non è finalizzata alla vendita. Se peschi e vendi il tuo pescato, allora non stai facendo pesca sportiva o ricreativa, ma pesca a fini commerciali.

L’esercente la pesca sportiva e ricreativa deve però essere in possesso della relativa abilitazione (il cosiddetto “patentino”, rilasciato dal MIPAAFF).

Inoltre, nell’imbarcazione è consentita la presenza massima di due persone, almeno una delle quali deve essere in possesso del patentino, nel caso di pesca nelle acque interne o in mare.

Anche all’attività di pesca si applica la limitazione temporale che abbiamo visto per l’attività sportiva (dalle ore 6:00 alle ore 20:00).

ATTIVITÀ DI TAGLIO DEL BOSCO

Il taglio del bosco, purché effettuato in forma amatoriale al fine di ricavare legna da ardere per il proprio nucleo familiare, è considerato dal decreto una “attività essenziale” ed è dunque autorizzata a tal fine.

In questo caso, durante le operazioni di taglio, viene prescritto il rispetto della distanza minima di un metro e l’obbligo dell’uso delle mascherine (senza specificare però di quale tipo, quindi, a parere di chi scrive, sarà sufficiente anche la c.d. mascherina chirurgica).

E’ vietato “l’uso promiscuo delle attrezzature” e occorre sempre procedere con la disinfezione degli strumenti mediante sostanze idroalcoliche.

Lo spostamento finalizzato alle operazioni di taglio è consentito ad un massimo di due persone per nucleo familiare, purché all’interno del proprio comune di residenza (ovvero nel comune limitrofo), ed ancora a condizione del rientro in giornata presso la propria abitazione.

Per tale operazioni si potrà uscire al massimo una volta al giorno.

LE SECONDE CASE

Tema assai dibattuto quello dell’accesso alle c.d. seconde case.

Il decreto consente ai residenti in Regione Abruzzo di recarsi presso le proprie abitazioni secondarie, collocate nel medesimo comune di residenza o anche in un comune diverso (purché, non serve neppure specificarlo, all’interno del territorio regionale). Sono previste però delle limitazioni stringenti.

E’ infatti consentito recarsi presso la seconda casa soltanto per lo svolgimento di attività di riparazione e di manutenzione, necessarie per la “tutela delle condizioni di sicurezza e conservazione del bene da parte del proprietario dell’immobile”.

Si potrà andare da soli o anche accompagnati da un altro componente del proprio nucleo familiare.

Non occorre, a parere di chi scrive, che l’immobile sia interessato da un pregiudizio che si è già prodotto (es. una tubatura si è rotta e la casa risulta allagata).

Piuttosto, le attività consentite hanno un carattere preventivo, e dunque, devono ritenersi ammesse anche le semplici attività di manutenzione ordinaria, oltre a quelle aventi carattere straordinario e imprevedibile.

In ogni caso, è fatto obbligo del proprietario di fare ritorno presso la propria abitazione principale (di residenza) in giornata.

CIBO DA ASPORTO

Si può acquistare cibo da asporto presso i ristoranti e gli altri esercizi similari, ma a condizione che sia l’esercente a recapitare il cibo presso l’abitazione del cliente.

In alternativa è ammesso il servizio “drive”, ossia la consegna del cibo al cliente che rimane in auto.

Sembrerebbe invece non ammesso il ritiro del cibo direttamente presso il punto di ristoro, così come è al momento sospesa ogni forma di consumo sul posto di bevande e alimenti.

Tale previsione deve tuttavia essere integrata con la normativa nazionale.

Ed infatti, ai sensi dell’art. 1, comma 1, lett. aa) del DPCM 26 aprile 2020, a partire dal 4 maggio 2020fino al prossimo 17 maggio, le attività dei servizi di ristorazione, sebbene restino sospese (ad eccezione di mense e catering continuativo su base contrattuale che possono ordinariamente proseguire la loro attività), potranno fornire ai clienti sia il servizio della consegna a domicilio (delivery), sia l’asporto (take away).

SPOSTAMENTI CON AUTO E MOTOVEICOLI

Si può viaggiare in auto anche in due o più persone.

L’unica condizione è che il passeggero seduto sul sedile anteriore sia residente con il guidatore.

Si può andare in due in moto, a condizione che il passeggero sia residente con il guidatore.

In questo caso la norma, oltre a difettare del necessario supporto razionale, e forse proprio a motivo di ciò, evoca naturalmente scenari comici o grotteschi.

Ed è forse ciò di cui abbiamo bisogno in questo momento: ridere un pò, anche di queste disposizioni così “fantasiose” .

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