30.042020
0
1

La partecipazione ai Bandi del 28 aprile 2020 per i Concorsi della Scuola: la guida legale completa per tutelare i propri diritti.

Print Friendly, PDF & Email

A cura dell’Avv. Lorenzo De Gregoriis, Titolare dello Studio Legale 

Nella Gazzetta Ufficiale n. 34 del 28 aprile 2020 sono stati finalmente pubblicati i tre Bandi di Concorso per l’assunzione del personale scolastico e l’Avviso per l’ammissione ai percorsi di abilitazione all’insegnamento.

Ancora prima, con decreto n. 201 del 20 aprile 2020, il Ministero dell’Istruzione ha provveduto ad adottare le “disposizioni concernenti i concorsi ordinari per titoli ed esami per il reclutamento di personale docente per la scuola secondaria di primo e secondo grado su posto comune e di sostegno”.

Il nostro Studio Legale, forte dell’esperienza acquisita sul campo, ha cercato di analizzare attentamente i bandi, unitamente alla normativa scolastica più recente, per offrire ai nostri lettori una guida aggiornata e alcuni suggerimenti per partecipare ai Concorsi della scuola senza incorrere nel rischio di una esclusione dalla procedura.

Nella nostra analisi si cercherà anche di comprendere se le procedure concorsuali presentino delle “anomalie” o delle illegittimità; e dunque ci chiederemo, in tale ultima eventualità, quali siano gli strumenti giuridici esperibili per tutelare la nostra posizione, specialmente in caso di esclusione dal concorso o di mancato superamento di una delle prove in cui esso si articola, o ancora in caso di attribuzione di un punteggio in graduatoria inferiore alle nostre aspettative.

Le procedure concorsuali per l’assunzione del personale docente, le cui domande potranno essere presentate a partire dal 28 maggio, sono le seguenti:

  • Concorso, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento del personale docente per posti comuni e di sostegno nella scuola secondaria di primo e secondo grado (decreto n. 499);
  • Procedura straordinaria, per esami, finalizzata all’accesso ai percorsi di abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado su posto comune (decreto n. 497);
  • Concorso ordinario, per titoli ed esami, finalizzato al reclutamento del personale docente per i posti comuni e di sostegno della scuola dell’infanzia e primaria (decreto n. 498);
  • Procedura straordinaria, per titoli ed esami, per l’ammissione in ruolo di personale docente della scuola secondaria di primo e secondo grado su posto comune e di sostegno (decreto n. 510)

Nota: in questo studio tralasciamo volutamente la procedura straordinaria per l’accesso ai percorsi di abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado.

Ce ne occuperemo infatti in un articolo dedicato, che pubblicheremo a breve.

Come si svolgeranno i Concorsi? Analisi delle cinque fasi.

Le quattro procedure per l’assunzione del personale scolastico sono diversificate sia in relazione a requisiti soggettivi di partecipazione, sia in relazione ai titoli il cui possesso è obbligatorio per poter partecipare ai concorsi.

È pur vero tuttavia, che detti concorsi presentano delle caratteristiche comuni, in maniera non dissimile da quanto accade per la maggioranza delle procedure concorsuali.

Essi cioè si svolgono attraverso le seguenti cinque fasi:

Prima fase: verifica dei requisiti soggettivi di ammissione

I candidati devono prestare una peculiare attenzione alla lettura dei requisiti di ammissione alla procedura, che sono disciplinati all’art. 2 oppure all’art. 3 del Bando al quale si intende partecipare.

Le ragioni di questa speciale attenzione sono presto spiegate: è infatti previsto che i candidati partecipano ai Concorsi “con riserva di accertamento del possesso dei requisiti di ammissione”.

Ciò significa, come troviamo riportato all’ultimo comma degli articoli richiamati, che “in caso di carenza degli stessi, l’USR responsabile della procedura dispone l’esclusione dei candidati in qualsiasi momento della procedura stessa”.

Tale previsione è assai comune nelle procedure concorsuali, non è dunque una caratteristica esclusiva dei Concorsi per il settore scolastico  che stiamo esaminando.

Ma è davvero possibile escludere un candidato anche in una fase avanzata del concorso, a causa della accertata mancanza dei requisiti soggettivi? Ossia quando esso, poniamo, ha già superato le prove scritte o addirittura la prova orale?

La risposta alla domanda è senz’altro affermativa.

Ed infatti, salvo gli approfondimenti del caso inevitabilmente necessari, in generale il candidato che, ad avviso dell’USR, difetta dei requisiti soggettivi di partecipazione, non ha – come si dice in gergo legale – una “aspettativa giuridicamente qualificata” alla conservazione della posizione sino ad allora acquisita. Quindi può essere effettivamente escluso “in qualsiasi momento”, anche nella fase conclusiva della procedura concorsuale.

Ma allora non si dispone di una tutela legale in tali casi?

Certamente: in tali casi, occorrerà però impugnare la determina con la quale l’Ufficio Scolastico Regionale dispone l’esclusione del candidato (dinanzi al Giudice Amministrativo, in acronimo “T.A.R.”, che sta per “Tribunale Amministrativo Regionale”), assumendo il possesso del requisito soggettivo oggetto di contestazione. Ovviamente tale conclusione dovrà essere attentamente analizzata ed argomentata dall’Avvocato.

Seconda fase: Istanza di partecipazione, termini e modalità di presentazione

I candidati devono presentare la domanda di partecipazione in un’unica Regione, a pena di esclusione. L’unica eccezione è prevista nel Concorso ordinario per infanzia e primaria, limitatamente a Valle D’Aosta e Trentino Alto-Adige.

La presentazione della domanda, anche in questo caso a pena di esclusione, avviene in modalità telematica, accedendo all’apposito sito predisposto dal Ministero (qui: www.miur.gov.it) ed utilizzando l’applicativo “POLIS – Istanze on line”.

È possibile specificare nella domanda che si intende partecipare a più di uno dei tre Concorsi Scuola previsti?

La risposta è affermativa: è stabilito, infatti, che il candidato concorre per più procedure concorsuali mediante la presentazione di “un’unica istanza” con l’indicazione delle procedure concorsuali cui, avendone titolo, intenda partecipare.

Tale previsione pone subito un problema.

Cosa accade infatti alla domanda “cumulativa” se il candidato non soddisfa i requisiti soggettivi per uno dei concorsi al quale partecipa? Tale domanda dovrà essere infatti considerata inammissibile nella sua interezza, anche in relazione alle altre procedure concorsuali per le quali invece egli ha tutte le carte in regola?

La risposta è negativa. Il candidato, in caso di riscontrata mancanza dei requisiti per partecipare ad una delle procedure concorsuali per le quali ha optato, sarà escluso in relazione alla medesima. Rimarrà dunque salva la domanda di partecipazione agli altri Concorsi.

La domanda di partecipazione dovrà essere compilata attentamente dichiarando i requisiti puntualmente disciplinati al comma 6 dell’art. 4 (art. 3, nel Bando per il concorso straordinario secondaria per il ruolo).

Anche in questo caso bisogna prestare la massima attenzione, dal momento che le dichiarazioni racchiuse nella domanda sono rese tutte ai sensi dell’art. 76 del d.P.R. 445/2000 (Testo Unico in materia di documentazione amministrativa) sotto la propria penale responsabilità. La firma di un documento contenente informazioni non veritiere perfeziona il reato di falso in atto pubblico.

Le persone con disabilità dispongono di mezzi di sostegno o di un tempo supplementare per lo svolgimento delle prove?

Certo.

I bandi prevedono che i candidati con disabilità ex Legge 104/1992 (articoli 4 e 20) debbano inviare una certificazione (attenzione bene!) “rilasciata dalla competente struttura sanitaria” (si ritiene dunque che non sia sufficiente, a tal fine, la relazione del medico di famiglia), attestante la disabilità e contenente la richiesta espressa dei mezzi di ausilio necessario per lo svolgimento della prova o di tempi suppletivi.

La richiesta, che potrà essere redatta in carta semplice, deve essere inviata almeno dieci giorni prima dell’inizio della prova, con una PEC all’indirizzo dell’USR oppure con raccomandata A/R.

È previsto poi che, in tal caso, le “modalità di svolgimento della prova possono essere concordate telefonicamente”.

Il nostro Studio, però, raccomanda la specificazione per iscritto delle proprie richieste (es. la richiesta di un accompagnatore o di un visore per l’ingrandimento dei caratteri alfanumerici), per quanto poi sia previsto che “dell’accordo raggiunto il competente USR redige un sintetico verbale che invia all’interessato”.

È previsto infine che il candidato con una patologia invalidante uguale o superiore all’80% (ai sensi dell’art. 20 della L. 104) non è tenuto ad effettuare l’eventuale prova preselettiva, ma – si badi bene – egli dovrà però dichiarare tale circostanza in sede di presentazione della domanda.

In maniera davvero poco chiara, l’art. 5 (art. 4, per il Concorso Straordinario), introduce ulteriori “disposizioni a favore di alcune categorie di candidati”, affetti questa volta da “patologie limitatrici dell’autonomia”, che in parte ripete quanto già detto sopra, ed in parte lo contraddice.

Essi, secondo quanto previsto dal comma 1, hanno un vero e proprio diritto soggettivo pieno ad essere assistiti, durante l’espletamento della prova preselettiva e delle prove scritte, dal personale individuato dal competente USR (e non, dunque, da una persona di fiducia scelta dallo stesso candidato).

Si prevede inoltre, in tal caso, che la certificazione medica che i candidati aventi disabilità devono produrre sia redatta dalla “commissione medico legale dell’Azienda sanitaria locale di riferimento o da struttura pubblica equivalente”. Ovviamente come debba essere intesa la “struttura pubblica equivalente” è una questione puramente interpretativa, che va risolta caso per caso.

Rimane fermo l’invio della documentazione al competente USR dieci giorni prima della prova, via PEC o con racc. A/R. Il termine deve considerarsi perentorio, dal momento che il mancato inoltro di tale documentazione nei tempi richiesti “non consentirà all’amministrazione di predisporre una tempestiva organizzazione e l’erogazione dell’assistenza richiesta”.

La Commissione esaminatrice deciderà, a proprio insindacabile giudizio, sulla assegnazione degli ausili e sui tempi aggiuntivi richiesti dal candidato invalido.

Si noti infine che non è possibile attivare alcuna tutela allorquando il candidato ometta di presentare la domanda di partecipazione nei termini perentori previsti dal bando.

I Bandi precisano a tal riguardo infatti che “non si tiene conto delle domande che non contengono tutte le indicazioni circa il possesso dei requisiti richiesti per l’ammissione al concorso e tutte le dichiarazioni previste dal presente bando”.

Terza fase: nomina della Commissione esaminatrice.

Le regole per la nomina delle Commissioni esaminatrici, che sono formate da un Presidente e da due docenti, sono dettagliatamente contenute agli artt. 13 – 18 del Decreto Ministeriale n. 201 del 20 aprile 2020 (artt. 13-18), alle quali i singoli Bandi fanno operano un rinvio.

Sono regole molto dettagliate sulle quali non ci dilunghiamo in questa sede.

Ci limitiamo a ricordare che la Presidenza delle Commissioni deve essere necessariamente attribuita ad un professore universitario oppure ad un dirigente tecnico o scolastico. 

Ovviamente dovranno essere anche individuati dei supplenti per ciascun membro della Commissione, come normalmente si verifica in tutti i concorsi pubblici.

Ed è altresì previsto, anche questa volta secondo una regola comune, che alla Commissione possono essere affiancate delle Sottocommissioni, qualora il numero dei concorrenti sia pari o superiore alle 500 unità.

Detto ciò, occorre sempre prestare molta attenzione al complesso iter procedimentale con il quale si perviene alla nomina delle Commissioni, dal momento che anche in tale fase possono annidiarsi delle illegittimità suscettibili di ripercuotersi sull’esito finale del concorso e sulla nomina dei vincitori.

La domanda che molti clienti ci pongono è la seguente: posso impugnare la graduatoria, nella quale sono collocato in una posizione non utile, sulla base di illegittimità riscontrate nella composizione della Commissione?

La risposta è: dipende.

Dovremmo infatti riuscire a dimostrare che il malfunzionamento della Commissione (o la presenza, ad esempio, di membri che non avevano titolo a farne parte) abbia una efficacia (come si suol dire) “caducante” sull’intera procedura. 

In questo senso la giurisprudenza distingue tra vizi meramente formali (non caducanti) e vizi sostanziali. 

Ed infatti “la doglianza di errata composizione della Commissione giudicatrice non può sempre comportare l’automatico azzeramento del procedimento concorsuale, ma l’azzeramento ex tunc può verificarsi soltanto se ricorrono vizi macroscopici, che dimostrano da soli, in modo diretto e assiomatico, il pregiudizio per il buon andamento della procedura, che non può dunque essere recuperata, mentre, quando si tratti di vizi formali che di per sé non evidenziano alcun automatico vulnus sulla qualità tecnica e sull’imparzialità dei giudizi forniti dalla Commissione, è onere del ricorrente, se non dimostrare, quanto meno dedurre e prospettare, in modo serio, analitico e argomentato i modi e le ragioni per cui, nello specifico caso concreto, quell’errata e illegittima composizione della Commissione ha inficiato il giudizio della sua prova o, comunque, l’esito complessivo del concorso (in questi termini: T.A.R. Potenza, Basilicata, sez. I, 08/03/2013, n. 125; ma anche T.A.R. Lazio Roma, Sez. III bis, 19 ottobre 2017, n. 10484).

 

Quarta fase: svolgimento delle prove.

Le prove sono diversificate in base ai concorsi. Più nel dettaglio:

Il Concorso straordinario per l’immissione in ruolo è articolato in una prova scritta (distinta per posti comuni/sostegno) e nella successiva valutazione dei titoli.

La prova scritta, da svolgersi in modalità telematica, è composta da 80 quesiti a risposta multipla, con quattro opzioni di risposta, di cui una sola corretta.

La valutazione dei titoli è successiva al superamento della prova scritta.

Il candidato deve prestare molta attenzione alla dichiarazione dei titoli posseduti nella domanda di partecipazione, perché solo questi formeranno oggetto di valutazione (art. 14: “costituiscono oggetto di valutazione … esclusivamente i titoli dichiarati nella domanda di partecipazione”).

Come presentare i titoli nel Concorso Straordinario?

Bisogna distinguere tra i titoli il cui possesso è documentabile con autocertificazione o con dichiarazione sostitutiva, da quelli per i quali ciò non è possibile. È possibile autocertificare, ad esempio, il titolo di laurea. Non è invece possibile autocertificare, sempre per fare un esempio, una pubblicazione a carattere scientifico.

I titoli “non autocertificabili”, purché siano stati previamente elencati in sede di domanda, dovranno essere materialmente inviati (l’art. 14 dice che devono essere “presentati”) all’USR entro e non oltre 15 gg. dalla pubblicazione degli esiti della prova scritta. Il termine impiegato (“presentati”) autorizza a ritenere che il candidato possa anche recarsi fisicamente all’USR per la consegna, pur nel rispetto degli attuali limiti di spostamento dettati dalla normativa COVID-19. In mancanza, essi dovranno essere spediti al suddetto Ufficio (noi consigliamo: con raccomandata A/R, anche se la norma non lo specifica).

Il Concorso ordinario per la scuola secondaria di primo e secondo grado, invece, prevede una eventuale prova preselettiva (qualora il numero dei candidati sia superiore a quattro volte il numero dei posti messi a concorso e comunque non inferiore a 250), che dovrà svolgersi esclusivamente in modalità telematica (“computer based”, come dice il Bando).

Tale prova preselettiva consisterà in 60 quesiti a risposta multipla con quattro opzioni di risposta, di cui una sola corretta.

Per i posti comuni messi a concorso sono previste inoltre due prove scritte, consistenti nella soluzione a quesiti a risposta aperta, e una prova orale.

Per i posti su sostegno, invece, è prevista una sola prova scritta, anch’essa consistente in due quesiti a risposta aperta, e nella prova orale.

La prova orale per i posti comuni, infine, ha una durata massima complessiva di 45 minuti e consiste nella progettazione di una attività didattica, oltre alla verifica delle competenze linguistiche (lingua inglese).

La prova orale per i posti sul sostegno ha naturalmente un contenuto differente. In essa infatti si valuta la competenza del candidato nelle attività di sostegno all’alunno con disabilità. Invariata rimane invece la prova di lingua inglese.

Anche il Concorso ordinario per la scuola dell’infanzia e primaria prevede una eventuale prova preselettiva, consistente in 50 quesiti a risposta multipla con quattro opzioni di risposta, una sola delle quali da ritenersi corretta.

In tal caso, peraltro, è prevista una sola prova scritta, della durata di 180 minuti, sia per i posti comuni che per i posti di sostegno, consistente in due quesiti a risposta aperta.

Per i posti comuni e di sostegno, infine, è previsto un quesito, articolato in otto domande a risposta chiusa, volto alla verifica della comprensione di un testo in lingua inglese almeno al livello B2.

Solo i candidati che hanno superato la prova scritta sono ammessi a partecipare alla successiva prova orale, con contenuti differenziati a seconda che si concorra su un posto del sostegno oppure su un posto comune.

Quinta fase: predisposizione della graduatoria e nomina dei vincitori.

La compilazione della graduatoria rappresenta l’ultima fase del procedimento concorsuale.

Le regole sono anzitutto contenute all’art. 11 del decreto ministeriale n. 201 del 20 aprile 2020, il quale appunto dispone che la Commissione giudicatrice, valutate le prove e i titoli, procede alla compilazione della graduatoria di merito regionale.

Le graduatorie sono approvate con decreto del dirigente dell’USR competente su base regionale. Quindi sono trasmesse al sistema informativo del Ministero e sono pubblicate nell’albo e sul sito internet dell’USR.

I docenti immessi in ruolo sono obbligatoriamente sottoposti, per la conferma, al percorso di formazione e prova di durata annuale (previsto dall’art. 13 comma 1 del decreto legislativo n. 58 del 2017), con l’unica eccezione per quei docenti che abbiano già superato positivamente, a pieno titolo o anche solo con riserva, tale periodo di formazione per il posto specifico messo a bando.

Occorre tenere presente che, normalmente, ove abbiamo riscontrato delle illegittimità nell’ambito del concorso, dobbiamo aspettare la pubblicazione della graduatoria e dunque “impugnarla” (come si dice tecnicamente, cioè chiederne l’annullamento) dinanzi al T.A.R. (tribunale amministrativo regionale) nel termine perentorio di sessanta giorni dalla pubblicazione o dalla conoscenza degli esiti del concorso.

Dico “normalmente” perché, in alcuni casi, il termine suindicato decorre prima (e anche molto prima!) della pubblicazione della graduatoria.

E’ il caso in cui, ad esempio, il candidato venga escluso dal concorso a causa del mancato superamento della prova scritta o della prova orale. In tal caso, il concorrente deve impugnare il provvedimento di esclusione entro sessanta giorni dalla sua conoscenza, ossia, nella maggioranza dei casi, dalla comunicazione del provvedimento tramite e-mail inviata dalla stessa USR.

Per informazioni potete contattarci al seguente indirizzo e-mail: info@gdlex.it, oppure telefonandoci al numero 3400797178. 

Avv. Lorenzo De Gregoriis

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono evidenziati. *