26.052016
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Il Meeting Progetto Speedy presso la regione Abruzzo: un’occasione per ripensare la valutazione ambientale strategica

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Meeting-Progetto-Speedy2L’Avv. Lorenzo De Gregoriis, in qualità di rappresentante dell’Università degli Studi di Teramo, ha partecipato lo scorso 24 maggio alla riunione del Progetto Speedy, presso la sede della Giunta della Regione Abruzzo, alla presenza del Sottosegretario con delega all’ambiente Mario Mazzocca, del Dott. Giovanni Savini, Direttore del Dipartimento Affari della Presidenza e Rapporti con l’Europa, nonchè di altri rappresentanti dei partners coinvolti.

Il progetto Speedy, che è stato finanziato dall’IPA Adriatric Programme 2007-2013, di cui la Regione Abruzzo è Lead Partner, intende favorire la cooperazione transfrontalira tra le amministrazioni pubbliche al fine di mettere a punto un’efficace procedura di valutazione ambientale strategica nei Paesi dell’Adriatico.

L’obbiettivo principale del progetto consiste nella predisposizione di Linee Guida da presentare alla Commissione Europea per stimolare una auspicabile revisione della Direttiva VAS (valutazione ambientale strategica) n. 42/2001/CE. Tale direttiva, come noto, è stata recepita dal legislatore italiano con il c.d. Codice dell’Ambiente (D.Lgs. n. 152/2006) e prevede la sottoposizione a VAS di tutti i piani e i programmi suscettibili di produrre effetti negativi sull’ambiente. Con tale strumento, in sostanza, l’Unione Europea richiede che l’approvazione degli atti di pianificazione, non necessariamente confinati alla materia urbanistica, o di programmazione, siano preceduti da una verifica dell’impatto che essi sono potenzialmente in grado di generare sull’ambiente circostante. La compenetrazione tra la VAS e i procedimenti pianificatori o di programmazione nella quale essa si innesta fà si che si possa parlare di tale valutazione nei termini di una vera e propria fase interna o endoprocedimentale, la cui mancanza peraltro determina l’annullabilità dello stesso atto di pianificazione.

A distanza di molti anni dalla introduzione dell’istituto, tuttavia, numerosi sono ancora i dubbi interpretativi che ne circondano il funzionamento. Si osserva, ad esempio, che nella direttiva (e dunque nella normativa nazionale) non sarebbe richiesto espressamente l’obbligo di valutare le c.d. alternative decisionali; ed ancora si sostiene che l’obbligo del monitoraggio, successivo all’adozione della VAS, andrebbe potenziato in modo ad consentire il costante adeguamento degli strumenti urbanistici (soprattutto) con la situazione ambientale nella quale essi trovano sviluppo.

Per maggiori informazionui si può consultare la home page del progetto. Il sito contiene, tra le altre cose, materiali interessanti sulla normativa europea in materia di VAS, sulla “buone pratiche” e sugli strumenti utili per talke valutazione ambientale:

http://www.speedyproject.eu/



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