30.112018
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Ricorso esame avvocato 2017: il T.A.R. L’Aquila ammette la rivalutazione delle prove scritte

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Con ordinanza n. 244 del 2018 (v. allegato), il T.A.R. Abruzzo, sede di L’Aquila, ha accolto il ricorso, presentato con il patrocinio dell’Avv. Lorenzo De Gregoriis, con il quale il ricorrente chiedeva l’annullamento del giudizio negativo espresso dalla Commissione dell’esame di abilitazione all’esercizio della professione (anno 2017) in ordine alle tre prove scritte, ordinando la ripetizione delle operazioni di correzione e valutazione degli elaborati della prova scritta ad opera di una commissione giudicatrice in composizione diversa.

Nel ricorso, più precisamente, si sottolineava come il giudizio collegiale, sinteticamente espresso in forma numerica, non tenesse conto di quanto specificamente richiesto dall’art. 6 del Bando approvato con D.M. Giustizia del 19.07.2017, secondo cui “ciascuno dei commissari d’esame dispone di dieci punti di merito per ogni prova scritta e per ogni materia della prova orale e dichiara quanti punti intende assegnare al candidato“.

Se è vero infatti che, secondo la giurisprudenza maggioritaria, l’omessa esplicitazione, nell’ambito dei verbali redatti dalle Sottocommissioni, dei voti espressi da ciascun commissario d’esame non comporta l’annullamento del giudizio di non ammissione del candidato alla prova, poiché “l’unico voto riportato nel verbale ed in calce ad ogni elaborato [è] espressione di una volontà collegiale unanime” (T.A.R. Lazio, Roma, Sez. I, 15.09.2009, n. 8741), è altrettanto vero che tale conclusione si impone alla luce della insussistenza “di una norma che espressamente imponga di verbalizzare i giudizi resi da ogni singolo componente della Commissione esaminatrice” (ibidem).

Nel caso in esame, invece, come si è diffusamente illustrato nel ricorso, l’art. 6 del bando prevedeva espressamente l’obbligo dei commissari di “dichiarare” il voto attribuito a ciascun candidato nelle varie prove, e dunque – inevitabilmente, dato il principio della forma dell’azione amministrativa – di verbalizzare tale dichiarazione.

Il verbale redatto in occasione della correzione delle prove scritte del ricorrente, al contrario, non solo non conteneva alcun riferimento alla “dichiarazione” di punteggio dei commissari, ma neppure recava la loro sottoscrizione, così da rendere impossibile la verifica della riconducibilità dei giudizi espressi dai valutatori all’organo collegiale, in violazione del principio di trasparenza dell’agire amministrativo.

Il T.A.R. L’Aquila pertanto, in accoglimento del ricorso, nell’ordinanza n. 244 del 23/11/2018 affermava quanto segue: “considerato che l’art. 6 dell’avviso per l’esame di abilitazione all’esercizio della professione forense pubblicato con decreto del Ministero della Giustizia del 19.07.2017 dispone che ‘ciascuno dei cinque commissari d’esame dispone di dieci punti di merito per ogni prova scritta e per ogni materia della prova orale e dichiara quanti punti intende assegnare al candidato’; rilevato che non si evince dai verbali della commissione esaminatrice, riguardanti la valutazione delle prove del ricorrente, se i commissari hanno reso la dichiarazione prescritta dalla disposizione in esame; ritenuto che non appare possibile desumere se tale adempimento sia stato del tutto omesso o ne sia mancata la sola verbalizzazione, in quanto i predetti verbali sono privi anche della sottoscrizione dei commissari che avrebbero dovuto provvedervi; ritenuto pertanto, a garanzia dell’anonimato, di dover disporre la ripetizione delle operazioni di correzione e valutazione degli elaborati della prova scritta ad opera di una commissione giudicatrice in composizione diversa da quella che ha espresso il giudizio oggetto di ricorso”. 

Il T.A.R. regolava dunque in dettaglio il procedimento di correzione degli elaborati nel modo che segue:

  1. l’Amministrazione dovrà preliminarmente selezionare le prove di almeno altri dieci candidati che hanno preso parte alla stessa sezione abilitante – selezionati, senza distinzioni, fra coloro che hanno superato la prova e coloro che non l’hanno superata – e provvedere a rendere invisibili su tutti gli elaborati, ivi compresi quelli del ricorrente, sia i voti precedentemente attribuiti, sia i precedenti numeri identificativi, sia le eventuali annotazioni su di essi apposte in sede di prima correzione;
  2. Gli elaborati dovranno poi essere inseriti in nuove buste, provviste di nuovi numeri identificativi progressivi, all’interno delle quali saranno collocate le nuove buste piccole contenenti le generalità di ciascuno dei candidati;
  3. le operazioni di correzione seguiranno l’ordine di estrazione a sorte delle buste così confezionate e dovranno essere completate entro venti giorni dalla pubblicazione o notificazione della presente ordinanza.

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