25.012019
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Disabilità e istruzione: il diritto ad un progetto individuale di vita

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(Commento alla sentenza T.A.R. Valle D’Aosta 14 gennaio 2019 n. 2)

La Legge 8 novembre 2000 n. 328 dal titolo “legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”, all’art. 1 prevede espressamente che “la Repubblica promuove interventi per garantire la qualità della vita, previene, elimina e riduce le condizioni di disabilità, di bisogno e di disagio individuale e familiare derivanti da inadeguatezza di reddito, difficoltà sociali e condizioni di non autonomia, in coerenza con gli art. 2, 3 e 38 della Costituzione”.

Il TAR Valle d’Aosta mediante una recente sentenza del 14 gennaio 2019 si è pronunciato sul ricorso per l’annullamento del provvedimento del Coordinatore del Dipartimento Sanità della Regione autonoma Valle D’Aosta, avente ad oggetto il rigetto della richiesta dei ricorrenti di definire per il figlio minore, gravemente invalido, un “progetto individuale”, ai sensi della legge 328/2000 e della legge regionale in Valle d’Aosta n. 14/2008.

Nel caso di specie, il minore, affetto da gravi disabilità di natura psico-motoria, era stato riconosciuto in condizioni di handicap grave ex art. 3, comma 3 della legge n. 1904 del 1992 nonché dichiarato non autosufficiente ai sensi della legge regionale n. 23/2010.

Nell’anno scolastico 2017/2018, il bambino veniva inserito a scuola con l’elaborazione di un Piano Educativo Personalizzato (“PEI”).

Nella relazione clinica redatta da uno specialista, questi accertava che il bimbo non possedeva “alcuna autonomia personale e necessita dell’assistenza continua dell’adulto” e che inoltre “ in considerazione del severo quadro clinico”, era necessario che venisse “seguito da insegnante /educatore, in presenza di assistenza infermieristica” . A dispetto di ciò, tuttavia, l’Azienda USL non attivava il servizio di assistenza infermieristica ed i genitori, con ricorso ex art. 700 c.p.c., adivano il giudice ordinario per vedersi riconosciuto il servizio a carico della Regione Valle d’Aosta di assistenza infermieristica presso la scuola frequentata dal figlio durante l’orario scolastico.

Con ordinanza cautelare del 18 maggio 2018 il Tribunale di Aosta ordinava all’Azienda USL di Aosta di “garantire con decorrenza immediata a propria cura e spese l’assistenza infermieristica presso la scuola frequentata dal minore durante l’ordinario orario scolastico”.

Con domanda del 18 aprile 2018 i genitori ricorrenti, con allegata relazione medica, chiedevano al competente assessorato regionale la definizione di un progetto individuale per il figlio, ex art. 8 della l.r. n. 14/2008 “tenendo conto delle condizioni di salute del bambino, della imprevedibilità degli interventi sanitari da eseguire a casa e la loro continuità, della vita familiare e lavorativa della famiglia”. In riscontro a tale domanda il dirigente coordinatore del Dipartimento sanità regionale affermava che “non era possibile in questo primo anno di sperimentazione, dare seguito alla richiesta e definire il progetto individuale del minore ex art. 8 della l.r. n. 147/2008” giustificandosi con il fatto che l’allora Giunta regionale nel mese di gennaio del 2018 (DGR 75/2018) aveva deciso di avviare a titolo sperimentale solo 15 progetti, rinviando al 2019 la messa a regime del sistema.

Il giudice amministrativo, al quale il ricorrente si è rivolto per ottenere l’annullamento dell’atto di diniego dell’ente sanitario, in sentenza ribadisce anzitutto la natura fondamentale del diritto alla salute, in quanto rientrante tra i c.d. diritti sociali contemplati e protetti dalla Carta costituzionale. Il Collegio afferma altresì che il legislatore, al fine di dare attuazione al dettato costituzionale, si è dato carico di assicurare l’assistenza sanitaria necessaria, sotto molteplici forme, per far fronte alle malattie fisiche e psichiche, con precisi obblighi in tal senso a carico del sistema sanitario nazionale.

Il T.A.R., con la sentenza che si commenta, ha inoltre statuito che sull’Amministrazione, al fine di dare concreta applicazione alla tutela dei diritti dei disabili, incombe uno specifico ed inderogabile dovere di agire, una sorta di obbligazione di risultato che impone alla medesima di adottare tutte le necessarie misure affinché la fruizione delle prestazioni prevista in favore del disabile sia effettiva e quanto più possibile esaustiva.

Il Collegio conclude osservando che la misura organizzativa fatta valere dalla Regione non può invero essere ostativa all’accoglimento della richiesta avanzata dai ricorrenti proprio perché in grado di condizionare, in tal modo, un diritto che non tollera limitazioni e che non può essere subordinato a condizioni di tipo tal fatta.

Il diritto del disabile alla definizione positiva del progetto di vita, pertanto – alla luce di tale importante pronuncia – sussiste e va riconosciuto con immediatezza e pienezza.

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